Focus sui metodi alternative in vitro: nuovi end-points tossicologici per la valutazione della sicurezza

Time: 12:00 - 12:30

Date: 20 November 2019

20-november-2019 12:00 20-november-2019 12:30 Europe/London Focus sui metodi alternative in vitro: nuovi end-points tossicologici per la valutazione della sicurezza

L’uso dei test in vitro per la caratterizzazione dei profili tossicologici delle sostanze e delle miscele è un mezzo ormai consolidato, ma comunque in continua evoluzione. L’espansione delle conoscenze scientifiche, dei processi biologici cellulari e molecolari, la progressione delle tecnologie, insieme alla necessità di soddisfare i requisiti regolatori e di sicurezza del settore cosmetico, danno… Leggi tutto »

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L’uso dei test in vitro per la caratterizzazione dei profili tossicologici delle sostanze e delle miscele è un mezzo ormai consolidato, ma comunque in continua evoluzione. L’espansione delle conoscenze scientifiche, dei processi biologici cellulari e molecolari, la progressione delle tecnologie, insieme alla necessità di soddisfare i requisiti regolatori e di sicurezza del settore cosmetico, danno la spinta allo sviluppo di nuovi metodi per endpoint sempre più complessi e specifici. La letteratura scientifica e tecnica di settore si è arricchita nell’ultimo periodo di nuovi metodi per l’analisi tossicologica delle sostanze e delle miscele. La valutazione del potenziale di sensibilizzazione cutanea è stato per molto tempo un argomento con poche soluzioni tecniche scientificamente valide: oggi è disponibile un ventaglio di metodi validati e utilizzabili ai fini della classificazione. Le metodiche attuali dell’irritazione oculare consentono oggi la classificazione secondo i regolamenti vigenti ma anche una investigazione più fine nella categoria dei “mild irritant” più difficile da analizzare.

Ai fini della ricerca tossicologica oggi ci si può avvalere anche di protocolli che utilizzano dei sistemi di saggio in vitro per l’analisi del potenziale di tossicità per la riproduzione e per lo sviluppo, nonché per gli screening di eventuali attività di interferenti endocrini, in grado quindi di fornire informazioni utili anche rispetto a diversi possibili scenari espositivi.

Gli studi alternativi in vitro abbracciano inoltre anche il settore ambientale e consentono di approfondire la caratterizzazione dei prodotti non solo in termini di sicurezza per l’uomo, ma anche nei confronti degli ambienti acquatici e terrestri potenzialmente suscettibili di alterazioni significative nel tempo.

I metodi sperimentali in vitro si confermano quindi come uno strumento di indagine alleato nel settore cosmetico, in grado di proporre strategie investigative integrate con risultati adeguati, sensibili e precisi.

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