Colori senza pigmenti: cosa può insegnarci la natura

Time: 16:30 - 17:00

Date: 21 Novembre 2018

Theatre: Orange 1

21-11-2018 16:30 21-11-2018 17:00 Europe/London Colori senza pigmenti: cosa può insegnarci la natura

In tutti i materiali da utilizzare per applicazioni decorative il colore ha importanza strategica e richiede lo sviluppo di continue soluzioni innovative. I problemi delle materie prime che vengono comunemente utilizzate per impartire i colori sono principalmente legati alla loro tossicità, al costo e alla difficoltà di compatibilizzazione, mentre aumenta la richiesta di ottenere variazioni… Leggi tutto »

Making Cosmetics

In tutti i materiali da utilizzare per applicazioni decorative il colore ha importanza strategica e richiede lo sviluppo di continue soluzioni innovative. I problemi delle materie prime che vengono comunemente utilizzate per impartire i colori sono principalmente legati alla loro tossicità, al costo e alla difficoltà di compatibilizzazione, mentre aumenta la richiesta di ottenere variazioni nelle tonalità, aumentare la brillantezza e raggiungere effetti di colorazione nuovi. Una strategia particolarmente intrigante è quella di abbandonare l’idea dei colori “chimici” ottenuti da fonti tradizionali (minerali, pigmenti organici) per passare ad una colorazione di tipo “fisico” data dalla replica in polveri polimeriche organiche di nanostrutture con proprietà di cristallo fotonico. E’ infatti possibile sviluppare nuovi materiali polimerici inerti, emulsionabili e/o facilmente disperdibili in formulazioni (coating, packaging, cosmetica, etc) in grado di impartire colore con tonalità, brillantezza, lucentezza ed effetti di iridescenze innovative. Queste proprietà derivano da una serie di principi chimico-fisici consolidati nei settori della fotonica e dell’optoelettronica, che si ispirano alle colorazioni naturali presenti ad esempio sulle ali di alcune specie di farfalle, sulle elitre di alcuni coleotteri o su alcuni fiori, e che si possono riprodurre anche per via sintetica. Le colorazioni naturali non dovute a pigmenti derivano dalla presenza di nanostrutture ordinate sulle superfici, che producono effetti di interferenza nell’interazione con la luce del sole, per cui spesso il colore della superficie risulta diverso a seconda dell’angolo di visuale, cioè cangiante. Si tratta di superfici con strutture ripetitive ordinate dell’ordine di grandezza di centinaia di nanometri, che producono colori ed effetti completamente nuovi ed inoltre offrono grandi vantaggi, non richiedendo le caratterizzazioni tossicologiche necessarie per lo sviluppo di nuovi pigmenti.

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