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Halal e Cosmetica: come e perché.

14:00 - 00:00
November 22, 2016

I musulmani rappresentano, secondo recenti stime, il 26,8% della popolazione mondiale, in continuo aumento. Quasi due miliardi di consumatori, per due terzi sotto i 30 anni e un mercato annuale di oltre 2.300 miliardi di dollari, crescente al tasso del 12-15% annuo. E’ quindi evidente come I prodotti destinati a questa fascia di popolazione stiano assumendo un’importanza sempre più rilevante. Questo vale particolarmente per i prodotti cosmetici.

Secondo la religione islamica, il corpo va accudito con la massima cura. Per garantire al consumatore la rispondenza dei cosmetici alle prescrizioni, si richiede una certificazione particolare: Halal, che significa «permesso, lecito» e si riferisce all’utilizzo di qualsiasi oggetto, o comportamenti, che devono essere conformi alla legge Islamica. Non solo cosmetici, cibo, bevande, ma anche i manufatti della vita quotidiana. Le prescrizioni Halal richiedono l’esclusione di certi ingredienti, come alcool e molti derivati animali. Implicano, inoltre, una filiera produttiva, di magazzinaggio e di trasporto che eviti ogni contatto con materiali proibiti (definiti Haram) e un sistema di approvvigionamento, controllo e spedizione adeguato a garantire la qualità certificata da enti di approvazione specificamente autorizzati.

L’ente normatore WHA (World Halal Authority) ha riconosciuto a ISPE la certificazione di Istituto autorizzato ad assistere le aziende nel loro iter di certificazione Halal. Un prodotto certificato ha libera circolazione nel mercato mondiale di osservanza musulmana, oltre a essere un requisito doganale imprescindibile per alcuni stati.

La certificazione Halal: un’occasione imperdibile per le aziende italiane di cosmetici, materie prime e packaging.

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